Al tempo i miei genitori non mi avevano ancora spiegato tutto – anzi, niente, a parte la morte – quindi per me esistevano solo i cartoni animati, le merende, le guerre contro gli altri, combattute con armi incomprensibili, eserciti che parlano lingue diverse, con genitori come generali che estinguono i moti naturali, determinano le cause perse, facendo sì che battaglioni di figli si fronteggino, si sparino addosso reciprocamente perché non riescono a capire la lingua con cui l’avversario dice “mi arrendo Siamo amici?”. Altrimenti, io in primis avrei smesso di sparare subito. A tredici anni, ho capito che la mia voglia di muovermi a tempo, di partecipare in modo dinamico all’ascolto, si concretizzava nella batteria. Se ci fossero dei metodi per incanalare le propensioni di un ragazzino, avrei iniziato a suonare la batteria a undici anni e non dai sedici in avanti, senza amici batteristi od insegnanti: così adesso sarei super tecnico, farei il turnista, il purista del metal o delle salse merengue, farei cover hard rock invece di queste arringhe, berrei whiskey invece di succo di frutta ed aringhe, parlarei di lavoro invece di Omote Renge e Sharingan. Potrei fare invidia a tutti quei miei coetanei con la macchina un po’ costosa, che hanno imparato la sessualità dalle spiegazioni del fratello più grande, che dicono di saperne sulle donne perché ne hanno avute tante. È come dire di saperne di meccanica avendo posseduto questa e quest’altra macchina, ma non avendone mai smontato un pezzo. Vi basta vedere che sto zitto e tiro dritto per essere convinto? Posso distruggerti in un attimo, facendo una piroetta in pubblico! Uochi Toki - Il ballerino (una delle canzoni italiane del 2009)